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Manuale delle piccole matite - L’esperienza sempre affascinante del campo scuola estivo

Queste sono le testimonianze bellissime di due ragazzi che hanno partecipato al camposcuola itinerante di quest’anno: non c’è molto altro da aggiungere perché si è riconfermata l’ennesima esperienza estiva di spiritualità francescana super riuscita!

Purtroppo non si è potuta vivere la seconda parte ad Assisi e a Roma, dedicata ai ragazzi delle superiori, ma confidiamo che al più presto ci si possa ritrovare e festeggiare la conclusione del camposcuola.

Un grazie di cuore ai frati che ci accompagnano sempre con la loro piena disponibilità e saggezza, un grazie agli animatori che hanno messo a disposizione tempo, pazienza e tantissime risate, e infine “dulcis in fundo” ai ragazzi, di ogni età, perché costituiscono la “materia prima” dell’esperienza educativa e senza di loro l’estate sarebbe vuota e noiosa!

All’anno prossimo!

Letizia Milani



Un itinerario alla scoperta di sé stessi


Attraverso le loro azioni e le loro iniziative, San Francesco d’Assisi e Maria Teresa di Calcutta sono diventati fonte d’ispirazione per moltissimi cristiani. Tuttavia la differenza d’ epoca in cui sono vissuti fa sembrare questi personaggi come due mondi a parte, quando in realtà, hanno molti più punti in comune di quanto si possa pensare.

Ed è proprio da questo parallelismo che nasce il Camposcuola “Manuale delle piccole matite”, organizzato dai Frati Minori di Lonigo e al quale ho avuto la fortuna di partecipare. Nel corso dei vari giorni in cui siamo stati ospitati presso il Convento di San Daniele, abbiamo avuto l’opportunità di scoprire e far tesoro della vita di queste due figure spirituali così importanti, attraverso diverse attività e momenti di riflessione. Tra i vari temi che sono stati trattati, è stata posta particolare attenzione sull’importanza delle relazioni.

Attraverso uno scambio di lettere, abbiamo potuto comunicare con i nostri genitori in maniera aperta e libera, dandoci l’occasione di dire ciò che non sempre si riesce a dire per mancanza di tempo o altri motivi. Abbiamo avuto l’occasione di relazionarci tra di noi, con attività che, magari, sono state catalizzatrici di amicizie e che, forse, non sarebbero mai nate. Infine, abbiamo potuto anche rapportarci con persone che non conoscevamo attraverso la questua, un’attività in cui, andando di porta in porta tra le case di Lonigo, abbiamo condiviso una preghiera con le persone che ci accoglievano. Chi desiderava poteva darci del cibo che sarebbe stato poi il pranzo della giornata. Tutto questo seguendo l’esempio di San Francesco d’Assisi il quale ci ha invitato, attraverso i suoi insegnamenti, ad affidarci alla Provvidenza. Ho apprezzato molto questa esperienza in quanto mi ha insegnato che il bene si può trovare anche dove non si conosce il prossimo e questo mi ha davvero rincuorato. Inoltre, è sempre bello vedere come anche un solo attimo di compagnia possa portare un sorriso a quelle persone che si sentono sole.

La questua è stata una delle tante attività ben pensate, uniche e coinvolgenti che hanno caratterizzato questo camposcuola. Alcune di queste attività poi richiedevano giochi di squadra come il lavoro in fattoria, altre ci mettevano in contatto con la natura, come la camminata in montagna, mentre altre ancora davano più spazio alla introspezione e alle riflessioni personali, come i momenti di fraternità. Il camposcuola è stato organizzato in maniera bilanciata per permettere il giusto ritmo tra momenti di gioco, momenti liberi, attività, momenti di fraternità ecc.

Per tutta la durata del campo ho sentito un forte senso di comunità che raramente si trova in altri luoghi. É veramente bello socializzare e sentirsi accettati quando persone che condividono gli stessi valori si trovano insieme. Anche gli animatori si sono rivelati più che capaci nel coinvolgere positivamente gli animati nelle varie attività per spronare ognuno di noi a tirar fuori il meglio di sé.

L’aspetto che mi colpisce sempre di questi campiscuola organizzati dai Frati Minori di Lonigo è il segno che lasciano dentro di me, con quella capacità di queste esperienze nel rendersi assestanti e uniche rispetto a tutte le altre. Secondo me, questa percezione è dovuta all’atmosfera che si crea durante questo percorso. Tutto ciò di cui ho scritto finora contribuisce a creare un’ambiente il quale permette all’animato di sentirsi partecipe di un itinerario alla scoperta di sé stessi e delle figure che ci ispirano come cristiani e al contempo a lasciare ricordi indimenticabili dentro ognuno di noi.


Filippo Mastrotto


La felicità è un percorso non una destinazione


Che avventura anche quest’anno al Camposcuola dei frati!

È il mio quarto anno e non ho ancora smesso di stupirmi. È sempre una bella questa esperienza per ritrovare con gli amici, per conoscerne di nuovi e per vivere in fraternità.

Ormai posso dire che sono una veterana perché è da molti anni che scelgo questo Camposcuola. Ogni ogni anno l’emozione dell’inizio non manca mai!

Il primo giorno siamo andati alle terme di Giunone: ognuno era libero di gestirsi il tempo come preferiva in piscina consapevole che all’ora stabilita ci si trovava tutti per la preghiera e il pranzo. Nel pomeriggio gli animatori ci hanno consegnato le lettere che ci hanno scritto i nostri genitori. Eravamo quasi tutti in lacrime per la commozione: non ce l’aspettavamo. Era la prima lettera dei miei dove mi scrivevano quanto bene mi vogliono bene! Era scritta in matita e sapete perché? Perché il tema del Camposcuola era il “Manuale delle piccole matite”. Le matite nelle mani di Dio sono San Francesco e madre Teresa capostipiti del nostro Camposcuola e tutti noi. Poi c’è stata la mattinata nella Fattoria Laudato SI’ del convento. Divisi per squadre abbiamo abbeverato le piante, raccolto le verdure dell’orto e piantato le verze. Maniche rimboccate, fatica, caldo ma tanta, tanta gioia nel farsi servitori mettendosi a disposizione degli altri. È stato per me un grande arricchimento. Ad ogni pasto poi si puliva, lavava e si sistemavano insieme le stoviglie e le tavole. Tra giochi, attività e servizi vari c’è stata una crescita personale. Non è stata una perdita di tempo fuori casa, ma l’inizio di un percorso insieme proprio perché “la felicità è un percorso non una destinazione”.


Sofia Morin

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