I Gigli Gen-Feb 2026
EPIFANIA:
la luce che mette in cammino
Tra le figure più affascinanti del presepe, accanto ai pastori, spiccano
i magi: cercatori instancabili, viandanti appassionati, uomini capaci di
lasciarsi interrogare dalla realtà. Pur estranei al popolo d’Israele, non si
chiudono nella presunzione delle proprie tradizioni; al contrario, riconoscono
la verità e la bellezza ovunque si manifestino.
La tradizione li ha immaginati come re di culture ed età diverse, simbolo
di un’umanità universale che si mette in cammino verso il Mistero.
Matteo, nel suo Vangelo, anticipa così ciò che accadrà nella vita di Gesù:
saranno i lontani ad accoglierlo, mentre i vicini faticheranno a riconoscerlo.
Ciò che conquista dei magi è il loro cuore aperto e lo sguardo puro. Non
cercano un’idea astratta, ma una realtà che li muove e li spinge a lasciare
abitudini e sicurezze. Seguono una luce che li precede, li sradica e li
guida, in un viaggio di perseveranza di cui non conosciamo la durata.
Alla fine, con l’aiuto della Scrittura oltre che della stella, giungono alla
meta: un Bambino in grembo a sua Madre, dono offerto al mondo.
In contrasto, Matteo presenta il rifiuto dei “vicini”: Erode, i sommi sacerdoti,
gli scribi, gli abitanti di Gerusalemme. Conoscono le Scritture,
ma restano immobili, arroccati sulle proprie certezze, incapaci di lasciarsi
toccare dalla vita che scorre oltre i loro palazzi.
L’Epifania resta un monito attuale. Una luce continua a precederci, invitandoci
al cammino verso un incontro che può riempire di gioia. La
Tradizione la identifica con lo Spirito Santo, che guida i nostri passi verso
Gesù, presente nell’Eucaristia. A noi il compito di lasciarci condurre,
con cuore aperto e sguardo limpido.

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