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6. Il canto del pane: la festa

Il pane appena sfornato produce un certo crepitio che qualcuno paragona a un canto. È questo forse un anticipo, quasi un desiderio impresso nelle fibre del pane, il desiderio di sentire sprigionarsi il canto libero di coloro che lo assumono, per la gioia di un incontro insperato, di un amore ritrovato, di un’amicizia sbocciata, di una primavera della vita dopo i rigori dell’inverno.

Ci sono moltissimi uomini e donne che non arrivano mai a dare voce al canto che, da sempre, portano nel cuore. È il canto della riconciliazione e della pace, è il canto della libertà e della gioia, è il canto del cuore colmo di gratitudine che solo una comunità viva può cantare, e che l’angelo della Pasqua intona per tutti coloro che ancora accolgono il dono del pane offerto da Gesù nella sua ultima cena.



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