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Noi

I tempi cambiano, si presentano nuovi problemi, emergono nuove necessità. Il Convento di San Daniele vive ancora un tempo felice, ricco di attività ed iniziative. È ancora un’oasi fraterna e serena. I frati conducono una vita semplice, ritmata dalla preghiera, dall’apostolato, dal lavoro e soprattutto, caratteristica specificatamente francescana, dalla vita fraterna e di comunione. La principale occupazione dei frati riguarda il servizio alla Chiesa e Santuario: celebrazioni delle Sante Messe e sacramento della riconciliazione. Attorno alla chiesa e al convento ruotano decine di gruppi e iniziative.
Impressionante è il numero degli amici e dei volontari che gratuitamente aiutano i frati nel gestire gruppi e attività, nel pulire il convento e la chiesa e gli ampi spazi dell’ex seminario, oggi Domus Laetitiae interamente utilizzato per accogliere singoli e gruppi.

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Quando il giovane Francesco di Assisi cominciò a seguire il Signore, ben presto alcuni suoi amici gli chiesero di vivere con lui e come lui: “Il Signore mi diede dei fratelli” dirà nel suo Testamento.  Vissero nell’esperienza di essere e sentirsi figli di Dio, e quindi fratelli tra di loro. Fratelli, cioè frati.

Non è pensabile che un frate viva da solo: vive con gli altri, cioè in una Fraternità. E non è pensabile nemmeno che i frati rimangano rinchiusi nel loro convento: vivono in contatto con tutti, come fratelli degli uomini, delle donne e del creato. “Il nostro chiostro è il mondo”.

 

Minori

Il papà di Francesco era un ricco mercante e tendeva alla ‘scalata’ per diventare sempre più uno di quelli che contano nella società e che dominano con i soldi, il prestigio, il potere: essere tra i ‘maiores’.

Francesco scelse l’altra strada: diventare ‘minore’, cioè entrare nella categoria dei ‘piccoli’ del Vangelo, come Gesù che venne non per essere servito ma per servire.

Volle essere “frate minore” e volle che così fossero e si chiamassero quanti lo seguono.

 

Attualmente

A Lonigo san Daniele siamo in 10 frati, dai 46 agli 83 anni. Una diversità e una varietà che balzano evidenti: diversità di formazione, di provenienza, di carattere, di storia intessuta dalle varie esperienze. Diversità anche di ruoli all’interno della Fraternità e nelle attività svolte. Solo il fascino di Francesco può riuscire a mettere insieme persone così diverse e tentare di intessere una Fraternità!  Francesco stesso, quando gli chiesero quale fosse il suo identikit di ‘frate’ restò per un momento perplesso; poi mise in armonia quelle che sono le particolarità che qualificano ogni persona.

“E diceva che sarebbe buon frate minore colui che riunisse in sé la vita e le attitudini dei seguenti frati:

la fede di Bernardo,

la semplicità e la purità di Leone,

la cortesia di Angelo,

l’aspetto attraente e il buon senso di Masseo,

la mente elevata nella contemplazione che ebbe Egidio,

la virtuosa incessante orazione di Rufino,

la pazienza di Ginepro,

la robustezza fisica e spirituale di Giovanni delle Lodi,